Intervista ai Mala Manera

Con il loro ultimo lavoro “Linea di Confine“, i Mala Manera si confermano una delle migliori e più pure realtà del panorama Hip Hop nostrano e sono orgoglioso di avere Dj Demolizione e Dj Fast tra le pagine di questo sito. Potrei stare ore a incensare la band siciliana, ma penso che le loro parole possano farvi tastare al meglio lo spessore e la genuinità di questa realtà.

Mala Manera

– Ho iniziato ad ascoltarvi da “I Giorni della Faida” (album uscito del 2006 ndr). Penso fosse l’estate del 2007 e un mio amico siciliano mi portò il vostro cd e mi disse di ascoltarlo. I miei gusti incontrarono subito i vostri suoni. E il fatto che il disco fosse completamente autoprodotto non faceva altro che aumentarne il valore. Quanta acqua sotto i ponti è passata da “I Giorni della Faida” a “Linea di confine”?

Da “I Giorni della Faida” a “Linea di Confine” è stato un continuo susseguirsi di periodi particolari, segnati da una miriade di eventi personali che hanno sconvolto le nostre vite, nel bene e nel male. Ciò nonostante siamo ancora qua, più determinati di prima. Siamo emigrati dalla nostra terra natia per ovvie ragioni, ci siamo sistemati lavorativamente, abbiamo messo su le nostre famiglie, siamo cresciuti insomma. Il fatto che ci sia un notevole lasso di tempo tra il Terzo ed il Quarto Capitolo del nostro percorso di ricerca per noi non è rilevante, non ci siamo mai posti dei target di tempo ben precisi per far uscire un prodotto; non abbiamo nessun contratto e siamo completamente indipendenti per scelta quindi non dobbiamo dare conto a nessuno.

Certamente un altra direzione che potevamo intraprendere poteva essere di far uscire un disco all’anno o pubblicare mille “video” sulle piattaforme del web, scegliendo tra le varie “correnti” e diramazioni più orecchiabili che hanno influenzato la Rap Music ed il Sound Urban negli ultimi due decenni per avere più seguito e visibilità, invece no, noi ci occupiamo di Hip Hop, è un’altra cosa.

Facciamo Rap per rabbia e per necessità personale. Il nostro percorso inizia semplicemente come grido di protesta verso una società che ci stava stretta.. il disagio di trovarsi in un contesto sociale in cui dopo le scuole hai poche opportunità: o ti adatti ad un sistema di lavoro nero o fai delle scelte radicali… già allora.. la metà degli anni 90. Elementi negativi ma stimolanti in quegli anni che col tempo hanno cambiato forma, come la società stessa di pari passo con la nostra crescita personale, quindi li ritroviamo ancora oggi.. e noi rispondiamo ancora con la stessa rabbia. Quando abbiamo iniziato il nostro percorso dentro la Cultura Hip Hop era il tramonto del periodo delle “Posse“, essere un B-Boy un punk o un metallaro era la stessa cosa agli occhi della società, c’era odio ed emarginazione, almeno dalle nostre parti.

Per quanto riguarda un aspetto prettamente artistico invece, la nostra musica segue una dinamica ben precisa, è una continua ricerca, una fissazione, non ci piacciono le scorciatoie, ci piace complicarci il lavoro e di riflesso abbiamo più stimoli creativi. Produciamo ancora con vinili e macchine Akai di grosso calibro, stessa cosa per live & Dj set, cassette di dischi, 1200 mixer e mic, in linea di massima cerchiamo di usare il Vinile nel limite del possibile.

-Quattro capitoli concept, una manciata di cassette e un paio di dischi mai usciti.

Ogni qualvolta abbiamo fatto “uscire” ufficialmente qualcosa ci siamo sempre passati una mano sulla coscienza e ci siamo chiesti se veramente quelle robe erano di buon livello o erano da scartare. Credibilità e anni di sbattimento in ballo. Le discipline dell’Hip Hop necessitano di notevole studio per essere elevate… e a volte abbiamo dovuto fare dei passi indietro. Subito dopo “I Giorni della Faida” stavamo lavorando ad un nuovo disco, ma i primi pezzi furono registrati al nostro vecchio Funk Diabolik Studio in Sicilia, altri ancora in studi lontani mille miglia. Nel frattempo il Play One, all’epoca nostro beat maker, si staccava dall’astronave Mala Manera per proseguire il suo percorso musicale su un binario parallelo, per cui quel progetto rischiava di risultare troppo disomogeneo nel suono e nel concept… allora abbiamo deciso di non pubblicarlo perchè appunto non ci convinceva del tutto. Non volevamo un’altro disco del livello de “I Giorni della Faida”, volevamo fare un passo avanti qualitativamente e artisticamente, ma evidentemente era ancora presto. Stessa cosa per B-Boyz 4 Life 2012, mai uscito neanche sul web. Volevamo ritornare negli stereo della nostra gente con un progetto ben più determinato sia nei beat che nelle metriche, allora ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo aperto il cantiere di Linea di Confine. Per anni abbiamo ricercato un Sound che fosse tutto nostro, una nostra timbrica e adesso con la produzione di Linea di Confine iniziamo a scorgere i primi risultati. Ma la strada è ancora lunga.. è una continua ricerca che si alimenta con studio, dedizione, diggin e allenamento, un vero percorso.

Poi per il resto, in questi anni non siamo mai stati fermi, anzi, abbiamo fatto tanti live e Vinyl Dj Set, anche se con meno frequenza di qualche anno fa e altrettante collaborazioni, basta dare un’occhiata sul nostro sito.

– Come è cambiato il vostro approccio all’hip hop, nel caso fosse cambiato?

A grandi linee.. per quel che ci riguarda, l’Hip Hop è una sensazione molto personale da cui nessuno ci puo allontanare.

Anni fa si parlava di filosofia e stile di vita Hip Hop e solo adesso che ci siamo dentro fino al collo riusciamo a comprendere meglio cosa significa. Se prima eravamo molto istintivi, la maturità personale ci ha portato ad essere molto più razionali con un rapporto quasi spirituale con la Cultura. Abbiamo avuto la fortuna di approcciarci alla Cultura Hip Hop in un momento in cui c’era molta unione tra le persone e le varie discipline, poco è cambiato da parte nostra. Conserviamo ancora il Mood positivo di quei giorni..

Ma è innegabile, quell’ “Hip Hop” che intendiamo noi ormai… non esiste più… e non parliamo solo dell’aspetto musicale, ma ci teniamo a precisare che si tratta di un nostro personale punto di vista di b-boys prossimi ai 40’anni.. Purtroppo oggi come oggi non si puo certamente parlare di Movimento Hip Hop… sicuramente c’è tanta Rap Music e molti eventi collegati in qualche modo al Rap ma sinceramente parlare di Cultura Hip Hop o Movimento Hip Hop è abbastanza azzardato oggi come oggi, se ne potrebbe discutere per ore..

– Restiamo ancora un pò nel passato prima di parlare del nuovo disco. “1999 L’anno della venuta” è il primo disco rap prodotto nella zona agrigentina. Ovviamente la scena hip hop di fine anni 90 è notevolmente diversa da quella di oggi. Com’è la situazione attuale dalle vostre parti e quali sono le differenze principali che riscontrate rispetto al passato?

Riguardo all’attuale scena della nostra provincia ed in generale di quella siciliana non abbiamo molti contatti ma sappiamo che c’è tantissima gente che spacca. A breve sarà fuori un mixtape sul web con tantissimi MCs prodotto da Biggaspano e Aria Viziata dal titolo Sicily Vibration Mixtape, in cui sarà presente tanta gente “sopravissuta” come noi ma soprattutto tante nuove leve. Da qui si può avere una panoramica molto dinamica della “Scena” siciliana odierna.

Per quanto riguarda gli albori invece, entrambi i fondatori del progetto (Fast & Dj Demo) iniziammo col writing, ma poco dopo abbiamo capito che ci trovavamo più a nostro agio ad esprimerci col Rap. 1999 L’Anno della Venuta ci teniamo a precisare che è il nostro secondo Demo su Audiocassetta, che resta comunque il primo prodotto Rap di matrice Hip Hop ad uscire ufficialmente per la nostra provincia. All’epoca anche Aelle scrisse un paio di righe su come poter reperire il nastro. Diciamo che noi siamo stati per anni il baricentro di tutta la faccenda nell’agrigentino. All’Epoca ci si vedeva in un vicolo di Viale della Vittoria di Agrigento (noi compresi che venivamo dai paesini limitrofi) e passavamo le giornate a confrontarci e fare free-style (abbiamo ancora molti nastri di quei frista archiviati). Post 97 ci fu il periodo di Villa Bonfiglio, eravamo un centinaio e di tutti quelli siamo rimasti solo noi e pochi altri, le varie ondate di moda le abbiamo avute anche al sud! Noi oltre ad essere gli unici ad avere gia i giradischi in quel periodo, trattavamo fanzine e cassette con i mixtaper dal nord italia e li smazzavamo giu da noi.. Eravamo il team di pusheraggio Produzioni Dall’Asfalto.. poco dopo Dj Demo prese campionatore con relativo sequencer fisico, akai s2000 e roland mc-50. Da lì siamo sempre stati in giro per lo più in Sicilia con Dischi, Mic e Giradischi a portare la nostra roba ovunque, anche durante quello che sarebbe successivamente definito il “periodo buio” dell’Hip Hop in italia..

– Parliamo ora del vostro ultimo lavoro “Linea di Confine”. A mio parere, è il lavoro che sancisce la vostra piena maturazione. Si sente fortemente il timbro Mala Manera a partire dalle produzioni. Fonde il giusto mix tra il suono old school dei primi 90, funk e folklore. Quanto della vostra terra c’è nelle vostre produzioni?

Sicuramente c’è tanto della nostra terra oltre ad essere un vero disco di “Rappresentanza”. Come dicevamo prima per anni siamo stati alla ricerca di un Sound che fosse tutto nostro, una nostra timbrica, un Rap mediterraneo, quindi ci siamo mossi in quella traiettoria di produzione e ricerca di samples. Abbiamo lavorato con campionatori e vinili, come abbiamo sempre fatto e abbiamo ben definito il tutto con l’apporto tecnico e creativo di 3 amici musicisti, oggi parte della crew, che hanno messo del loro e a tratti hanno suonato idee e melodie che noi avevamo in testa. Cesaroots ha suonato la chitarra acustica in tre tracce e quasi tutte le linee di basso del disco, Ollio T-Bone il trombone e Ninu Benjiamin i Flauti ed il Friscaletto. Abbiamo fatto delle scelte tecniche particolari per quel che concerne la registrazione, che hanno rallentato notevolmente la pre-produzione, ma che ci hanno successivamente spinti un gradino oltre, ma sempre verso il Sound che volevamo per il progetto. Il tutto supervisionato e delineato in uno studio esterno da Distressor X, guru spirituale, sound engineer della Crew e Maestro del Funk targato Mala Manera. La Ross invece, la voce femminile dei Mala Manera, essendo una singer/interprete molto versatile è presente in un paio di tracce come voce principale e ci accompagna in molti altri pezzi.

– “Linea di Confine” esce per la vostra etichetta Sciroccu Dischi, che sorge dalle polveri di Produzioni dall’Asfalto, per la quale erano usciti i precedenti lavori. Come mai questo cambio?

Sostanzialmente consideriamo Produzioni Dall’Asfalto un’esperienza legata al passato, un periodo che è finito. Produzioni Dall’Asfalto è stato prima il nome del nostro team di vendita di dischi cd mixtape e fanzine, tra i più attivi in Sicilia. Poi è diventata la nostra etichetta di autoproduzione ed il marchio delle produzioni musicali su I Giorni Della Faida. Come label di self-released con Produzioni Dall’Asfalto abbiamo fatto tanti errori dettati dall’inesperienza e dalla giovane età, ma grazie a questi abbiamo imparato a camminare sulle nostre gambe. Abbiamo fatto tesoro degli errori commessi in passato nell’ambito dell’autoproduzione e del copyright e quegli stessi errori oggi sono il punto di forza della Sciroccu Dischi. Un rinnovarci a livello organizzativo e generale, perchè non c’è solo il live, lo studio di registrazione e la sala prove, ci piace saperci muovere anche in altri ambiti per poter essere sempre indipendenti al cento per cento nel modo più professionale possibile, obbiettivo a cui abbiamo sempre ambito come crew.

– Nel disco è presente “Boom Bap Chypha Posse Cut”, sulla quale ci lavorano 27 persone sulla base prodotta da Dj Demolizione. La traccia mi rimanda alla doppia traccia “I Messaggeri Pt1 & Pt2 di “Neffa e i Messaggeri della Dopa” e riporta su disco il vero concetto di Cypher. Com’è nata questa’idea e com’è stato organizzare il tutto?

In realtà Boom Bap Cypha non doveva essere in Linea di Confine ma doveva essere un’inedito da pubblicare in occasione del rinnovo del nostro sito www.malamanera.it con dominio attivo dai primi anni del 2000. Infatti questo pezzo è l’unico che si sporge un po oltre il Concept del disco, ma l’abbiamo inserito volentieri come ultimo brano per rendere l’idea di un cypha / open mic, come alla fine di un live.

Questa Posse Cut nasce dall’esigenza di raggruppare su un unica traccia un po di amici ovvero tutti gli Mc e le Crew che parteciparono alle 3 serate di Parma Boom Bap (da qui il nome Boom Bap Cypha), Live & Open Mic che organizzammo noi Mala Manera in un posto occupato di Parma ormai sgomberato, il Sovescio. Non e’ stato facilissimo gestire le session di registrazione in quanto quasi tutti i partecipanti studiano e/o lavorano, quindi è stato un incastrarsi di appuntamenti e session al Mala Manera Studio che già di per se, essendo un home studio pone parecchi limiti. Ma la parte più difficile è stata sicuramente nell’editing e in fase di missaggio.

– Rispetto ai precedenti lavori, in “Linea di Confine” avete optato per una cooproduzione, sorpassando il vecchio, se così possiamo definirlo concetto di dj e mc. Come vi siete approcciati a questo cambiamento e cosa pensate abbia portato di nuovo rispetto al passato?

In passato, avendo avuto un’ottimo beatmaker in crew, eravamo più concentrati a fare gli scratch, gestire Produzioni Dall’Asfalto, scrivere le barre. Da quando invece Play One non lavora più con noi a tempo pieno ma purtroppo solo saltuariamente, ci siamo dovuti rimboccare le maniche e produrre i beat direttamente noi. Principalmente adesso Dj Demo si occupa dei beat. Una volta creata la strumentale di base si passa ad una co-produzione a cura di Dj Fast (l’MC dei Mala Manera ndr) che si occupa anche delle session di registrazione premix ed editing, il tutto impreziosito dalle BassLine di Cesaroots e l’apporto dei musicisti della crew nel caso in cui il mood della strumentale lo richieda. Rispetto al passato, sicuramente, il fatto di occuparci anche delle musiche, ne consegue un maggiore impegno nel realizzare un pezzo e quindi tempi più lunghi di lavorazione per un brano, tenendo conto pure della parte turntable e dei testi.

– Siete legati ad una traccia in particolare di “Linea di confine”?

Sicuramente a Corsi di Dizione, è l’ultimo pezzo che abbiamo realizzato per l’album appena un paio di mesi prima dell’uscita. E’ un brano che all’apparenza può risultare un non-sense che ha come nocciolo la tematica dialettale, ma in realtà è un punto cardine fondamentale dell’intero concept, il testo è molto criptico e va decifrato. Alcuni proverbi siciliani inseriti volutamente nella seconda strofa sono vere e proprie allegorie se vogliamo, di natura sarcastica. Fermarsi solo al significato letterale o leggere la traduzione che si trova nel booklet può essere veramente un limite per poter comprendere il testo, un ascolto superficiale di Corsi di Dizione compromette il punto di arrivo del pezzo stesso, bisogna andare oltre.. al di là delle parole. Per quanto riguarda la produzione musicale invece, grazie sopratutto alla nostra band, abbiamo raggiunto un ambiente che da tempo volevamo realizzare ovvero una camera del disco col flavour Rap Funk Jazz.

– Sono rimasto molto colpito da “Scenario”, che vede la partecipazione di Sesto e Siddha. Probabilmente la traccia più oscura e cruda dell’intero lavoro. Ci parlate un pò di questo pezzo, in particolar modo per quanto riguarda la genesi del testo?

Fast: Qualche anno fa, un picciotto della nostra crew mi spedì da Aragona una busta chiusa che conteneva un pagina strappata del Giornale di Sicilia. C’era un articolo che parlava dell’esito di un esame del DNA sui dei resti di un corpo trovati nelle campagne di un paese dell’agrigentino. Da li realizzai che un vecchio amico che noi chiamavamo Kid MSD non era più fra noi. Un ragazzo che, come tanti altri, casualmente mi trovai a frequentare nel periodo a cavallo tra la fine delle scuole superiori e l’entrata nel mondo del lavoro nero. Uno semplice come noi che nel corso degli anni ci si perde di vista ma i ricordi non si cancellano per chi vive di malinconia… come accenna il ritornello di Scenario.

Nel dispiacere di quella tragica notizia fui annebbiato da flashback e ricordi che mi portarono a ripercorrere quei giorni di pura incoscienza, lavoro nero e desiderio di soldi facili. Da li nacque il testo di Scenario.

In base a dove nasci e cresci c’è buona possibilità di trovarsi in situazioni di disagio imposte dall’ambiente sociale circostante, in cui in strada ci sei senza neanche saperlo, il punto sta nella svolta. Io per fortuna ho avuto l’Hip Hop e sopratutto il Rap che ha vegliato su di me come un angelo custode e senza che me ne accorgersi mi ha portato in altre direzioni allontanandomi da situazioni che potevano rovinarmi la vita, situazioni da cui è difficile venirne fuori.

Spesso ci sono punti in comune ma dinamiche differenti per cui i punti di arrivo e le ambizioni cambiano da individuo a individuo, fortuna per molti, ma per altri puo essere la rovina.

Purtroppo quando non hai “influenze” positive dall’esterno, oppure non hai la possibilità di studiare o.. devi aiutare economicamente la tua famiglia.. cresci con quella mentalità e la fomenti, fino al punto di volere “acchianari” (acchianari cioè “salire”, termine legato al concetto di gerarchia; acchianari “salire di livello” in strada) a volte correndo il rischio di rimetterci la pelle o tastare il gabbio. Infatti il ritornello racchiude il messaggio del brano.. parla di situazioni legate al passato da cui non ci si può staccare mentalmente, creano la tua corazza, anche se non si è più a contatto con certe dinamiche fai tesoro di quelle esperienze perchè aiutano un uomo ad essere più forte, lo stesso di prima nonostante di tempo ne sia passato.

Scenario non è uno storytelling, raccontiamo storie vere. Tanto è vero che il finale di questa triste e reale “storia” ho preferito ommetterlo per via della sua tragicità e lasciare spazio a Sesto, il quale ha inserito un’altra storia vera, da un’altra provincia difficile del Sud.

Un’altra meta per Scenario era renderlo un pezzo che potesse abbracciare tutto il Sud, non solo la Sicilia, dato che la tematica è un punto in comune in tutto il meridione e non solo. Quindi oltre a Sesto da San Severo / Foggia, abbiamo tirato in mezzo anche Siddha (napoletano trapiantato al nord, il quale frequento molto per altri progetti musicali), che ha completato e interpretato il ritornello.

Chi pensa che Scenario è un pezzo che parla e/o tende ad esaltare l’uso di cocaina o altre droghe evidentemente non ha capito un cazzo, le song bisogna ascoltarle non sentirle.

Il beat invece nasce da un sample di due secondi che conservavo e dopo averlo passato a Dj Demo naque tutta faccenda, era ottimo per il testo che avevo scritto gia da un po di tempo e una volta rivisitato si distese sulla produzione ad incastro. Cesaroots registrò la bassline e chiudemmo la strumentale.

Cosa state ascoltando in questo periodo?

Fast: Essendo collezionista di Vinili e altri supporti fonografici ascolto di tutto, qualsiasi genere di qualsiasi annata. Ma in particolare sono un ricercatore di dischi Rap americani che vanno dai primi anni 80 al 99 circa.. da anni ormai non ascolto più Rap italiano a parte qualche rara eccezione o progetti di crew che frequentiamo.. ma ascolto tanto Rap della Golden Era, Rock, Reggae, Crossover, Funk, Elettro o Break in base alla giornata. Spesso mi ritrovo con Dj Demo a far diggin in svariati negozi e mercatini di dischi del Nord e avendo centinaia di dischi mi perdo nell’ ascolto di tanto in tanto in fase di archiviazione..

Dj Demolizione: Ultimamente, focalizzandomi ancora di più sulle produzioni, cerco di ascoltare qualsiasi cosa da cui poter trarre ispirazione. Compro dischi da quando ero ragazzino e continuerò a farlo proprio per questo.. è una continua ricerca di sonorità che spaziano da diversi generi… Il Rap U.S.A. dei novanta è sempre presente nelle mie giornate, cercando sempre di inserire tasselli che precedentemente mancavano.

– I vostri tre album fondamentali?

Fast: GangStarr “Hard to Hearn”, Psycho Realm “The Psycho Realm”, Mobb Deep “Hell On Heart”.

Dj Demolizione: di sicuro fra gli album fonfamentali (sono un bel pò) che personalmente hanno influito il mio percorso e continuano a farlo, tre di questi sono pilastri portanti: GangStarr “Step in the Arena”, House of Pain “Same as It Ever Was”, Cypress Hill “Temples of Boom”.

– Progetti futuri?

Porteremo in giro il disco facendo un po di live a partire dalla prossima primavera. Stiamo buttando i semi per il prossimo disco, chiudendo una svariata produzione di mixtapez di Rap e non solo, realizzati alla vecchia maniera con giradischi e dischi. Poi stiamo lavorando al “Mala Manera Sound Laboratory & L’Altra Parte Del Galasso” che è un distaccamento del Mala Manera Studio, in quanto ci permetterà di ospitare anche i nostri collaboratori che si spostano da regioni ben più distanti dall’Emilia, una sorta di studio / casa dentro il quale realizzeremo anche buona parte del prossimo disco, permettendoci di stare molto tempo a suonare e confrontarci in totale libertà.. in stile Arrested Development per intenderci..!

  www.malamanera.it

 
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